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IL TEATRO CIVILE DI GIAN ANTONIO STELLA E GUALTIERO BERTELLI
L’ ORDA Storie, canti e immagini di emigranti
Con
Gian Antonio Stella (voce narrante)
Gualtiero Bertelli (voce, fisarmonica e chitarra)
La Compagnia delle Acque: Elena Biasibetti (voce) Giuseppina Casarin (voce) Rachele Colombo (voce, chitarra, mandola) Paolo Favorido (pianoforte) Rosanna Zucaro (voce)
L’emigrazione italiana documentata è durata esattamente 100 anni, dal 1876 al 1976: Prima di tali date gli emigranti partivano a migliaia,ma nessuno sapeva quanti e chi erano; dal 1976 il numero degli immigrati, italiani che tornavano in patria o cittadini di altri paesi che arrivavano in Italia in cerca di lavoro, ha superato quello degli emigranti, anche se il fenomeno emigrazione non si è arrestato subito, ma ha impiegato ancora parecchi anni per ridursi a quelli che possiamo definire rapporti normali di libero scambio della manodopera. In questi cento anni gli Italiani sono diventati da ospiti indesiderati e fortemente contrastati, in buona parte del mondo, a cittadini delle nuove patrie, perfettamente integrati, che spesso hanno dato contributi formidabili allo sviluppo dei paesi che li avevano accolti. Un percorso lungo e molto tormentato; la xenofobia antitaliana, che è emersa in forme diverse un po’ ovunque, ma in modo particolarmente vistoso negli Stati Uniti, ha ricoperto di dolore e di sangue quel percorso di integrazione e di sviluppo. D’altra parte gli Italiani che approdavano a porti lontanissimi o arrivavano in treno in paesi totalmente sconosciuti erano il più delle volte sporchi, affamati, ignoranti e con un tasso di violenza altissimo nella loro cultura di relazione. Hanno creato numerosi problemi alle collettività in cui si sono inseriti in quanto portatori di una diversità difficilmente accettabile, e molto hanno sofferto per incredibili discriminazioni. La storia che racconta “L’orda” è questa: quanto siamo stati discriminati, che vita hanno fatto i nostri nonni in questi cento anni e quanto difficile è stato per gli altri accettarci. La rappresentazione, della durata di 100 minuti circa, alterna racconti, documenti d’epoca con canti provenienti dal patrimonio popolare italiano, da oltre oceano e infine composti appositamente per questa occasione. Il tutto è completato dall’ininterrotta proiezione di straordinarie immagini originali, frutto di una approfondita ricerca in diversi archivi, anche familiari.
Tratto dal romanzo “L’Orda. Quando gli Albanesi eravamo noi” di Gian Antonio Stella, edizioni Rizzoli
Testi e ricerca iconografica di Gian Antonio Stella
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IL TEATRO CIVILE DI GIAN ANTONIO STELLA E GUALTIERO BERTELLI
ODISSEECanti e storie di mari e migranti
Con
Gian Antonio Stella (voce narrante)
Gualtiero Bertelli (voce, fisarmonica e chitarra)
La Compagnia delle Acque: Cecilia Bertelli (voce) Giuseppina Casarin (voce) Rachele Colombo (voce, percussioni, mandola) Paolo Favorido (tastiere) Simone Nogarin (chitarre)
“Novanta minuti irresistibili che ogni teatro pubblico della penisola dovrebbe sentirsi in dovere di ospitare". La recensione su "La Stampa" di Masolino D'Amico, uno dei più celebri e esigenti critici teatrali italiani, fotografa in due parole l'accoglienza ricevuta da “Odissee” fin dalla "prima". E’ la storia, raccontata con canti, testi e immagini, del rapporto di paura e di amore tra gli italiani e l' oceano, la spaventosa barriera d'acqua che pareva separare la nostra miseria dalla ricchezza della Merica. La rappresentazione,della durata di 90 minuti circa, alterna racconti, documenti d’epoca con canti provenienti dal patrimonio popolare italiano, da oltre oceano e infine composti appositamente per questa occasione. Il tutto è completato dall’ininterrotta proiezione di straordinarie immagini d’epoca, frutto di una approfondita ricerca in diversi archivi, anche familiari. Ne deriva una descrizione realistica e tremenda delle condizioni in cui i nostri nonni vivevano in patria prima, nelle nuove terre poi, dopo viaggi tremendi e spesso drammatici.
Tratto dal romanzo “Odissee. Italiani nelle rotte del sogno e del dolore” di Gian Antonio Stella, edizioni Rizzoli
Testi e ricerca iconografica di Gian Antonio Stella
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IL TEATRO CIVILE DI GIAN ANTONIO STELLA E GUALTIERO BERTELLI
IL MAESTRO MAGROle storie, i canti e le immagini degli incredibili anni cinquanta
Con
Gian Antonio Stella (voce narrante) Gualtiero Bertelli (voce, fisarmonica e chitarra)
La Compagnia delle Acque: Giuseppina Casarin (voce) Sandra Mangini (voce) Paolo Favorido (tastiera) Michele Troncon (batteria)
e la partecipazione di Maurizio Camardi (saxofoni e flauto traverso)
Gli anni duri e bellissimi dell’immediato dopoguerra attraverso l’avventura, dalla Sicilia al Polesine, dal Polesine a Venaria, di Osto e di Ines. Un viaggio di parole, immagini, cinegiornali Luce e canzoni nel passato più cupo e più allegro della nostra storia, in un paese che tornava a vivere e che finalmente vedeva calabresi e veneti, pugliesi e romagnoli mischiarsi insieme nella cintura torinese. Dove le bidonville e i condomini si riempirono di personaggi irresistibili dalle fantastiche vicende umane. La rappresentazione prende dall’opera originaria soprattutto gli elementi di contesto che essa propone, raccontando in questo modo le diverse facce di un’Italia laboriosa e credulona, ottimista e disperata, povera e incantata dai segni del miracolo ormai alle porte. C’è tutto questo nello spettacolo e viene raccontato dalle canzoni, rimbalza nelle immagini e nei cinegiornali, si dipana nel racconto dell’autore. Per questo spettacolo Bertelli e Favorido hanno composto delle musiche originali; a queste prestano voce i saxofoni magici di Camardi e gli altri strumenti della Compagnia. Ma è l’intero impianto musicale che si modifica con il cambiamento d’epoca, di linguaggi, di tematiche, svelando una ricerca musicale sottile anche nelle diverse vocalità proposte . L’intera rappresentazione gioca sulla sorpresa: immagini sconosciute di un mondo così vicino, canti quasi ignoti di grandi autori, racconti assolutamente veri ai margini dell’incredibile. Sono passati più o meno cinquant’anni da allora: è praticamente ieri eppure sembrano voci, storie, immagini…di un altro mondo.
Tratto dal romanzo “Il maestro magro” di Gian Antonio Stella, edizioni Rizzoli
Testi e ricerca iconografica di Gian Antonio Stella
Ricerca musicale di Gualtiero Bertelli
Musiche originali di
Regia di Gian Antonio Stella |
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Il tema di questa rappresentazione è la lunga lotta condotta contro il fascismo, per la conquista della libertà e della democrazia, prima dagli antifascisti e poi dal partigiani.
La rappresentazione si sofferma a presentare soprattutto storie di donne e di uomini che a questa conquista dedicarono i migliori anni della loro esistenza e spesso la vita stessa. Vengono evidenziati i motivi profondi che hanno spinto migliaia di persone ad una lotta impari e dura, ma anche quelli che hanno impedito a migliaia di altri giovani di capire quale era la causa giusta, da che parte stava il bene della nostra terra e del mondo.
Utilizzando testimonianze, canti, immagini originali la rappresentazione evidenzia l’opera di coercizione fisica e di condizionamento culturale che il fascismo seppe attivare durante il ventennio del suo dominio, passando dal controllo ideologico e politico, a quello ancora più costrittivo della persecuzione e della violenza. Violenza contro chi non condivideva le idee del fascismo, ma anche contro chi, senza alcuna responsabilità, era visto come diverso e perciò deviante.
Eliminazione fisica e politica degli avversari, prigione e confino, controllo dell’istruzione e della stampa, fascistizzazione di ogni istituzione, violenza antisemita: questi sono alcuni dei temi che vengono affrontati nella prima parte della rappresentazione.
Poi la guerra, la miseria e la fame.
Lo stato autoritario implode.
Questo il filo rosso dei circa 100 minuti di rappresentazione; al suo interno si snodano le storie, i dolori e le passioni che hanno costruito l’Italia democratica. |
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EDOARDO PITTALIS E GUALTIERO BERTELLI presentano
POLENTA E SCHEI Storie e canti per raccontare il nordest
al pianoforte il maestro Paolo Favorido
Edoardo Pittalis editorialista e vicedirettore del “Gazzettino”, dove lavora dal 1980, autore di numerosi lavori sulla nostra storia contemporanea, ultimo dei quali quello in due volumi “Dalle 3 Venezie al Nordest” da cui sono tratti i testi della serata. Gualtiero Bertelli ricercatore sulla cultura popolare veneta, cantautore tra i più “impegnati” degli anni settanta, poeta struggente e cantore di lotte studentesche e operaie.
Una strana coppia!?
Certamente no se lo scopo è raccontare dall’interno di personali e dirette esperienze un secolo della nostra storia utilizzando i linguaggi della parola detta e cantata. Durante questa presentazione si intersecano due storie, anzi tre.
Pittalis descrive con un linguaggio rapido ed efficace gli eventi che hanno caratterizzato il novecento, che secolo così breve poi non è stato, inserendo abilmente nel contesto storico nazionale le vicende che hanno portato alla trasformazione sociale ed economica di quella parte d’Italia che oggi chiamiamo Nordest.
Bertelli contrappunta il racconto con canzoni che sono vere e proprie finestre musicali su questa storia: canti popolari, canzoni sociali, le sue canzoni che hanno seguito passo a passo Venezia ed il Veneto dagli anni 50 in poi.
Avremo modo così di seguire i numerosi racconti che fioriscono nell’ultimo lavoro di Pittalis e di ascoltare una parte significativa del ricchissimo repertorio canoro di Bertelli.
Ma la terza storia?
E’ quella raccontata dal pianoforte del maestro Favorido; urta lunga, ininterrotta colonna sonora costituita dalle canzoni, le canzonette per intenderci, che hanno caratterizzato il novecento e che, a loro modo, ricostruiscono il percorso dei messaggi subliminali, delle attese di un popolo e delle sue quotidiane aspirazioni.
Quindi tre linee di lettura fatte di riflessioni, di ricordi, ma anche di emozioni. Per molti un ricordare vivo e plurimo.
Per i più giovani un’opportunità per avvicinarsi alla loro storia con leggerezza e ricchezza di stimoli. |